COMO-LECCO - Dal grano all'olio extravergine d'oliva, due simboli dell'agroalimentare italiano e della Dieta Mediterranea finiscono sempre più spesso nel mirino di speculazioni e pratiche commerciali che rischiano di mettere in difficoltà le imprese agricole e di ingannare i consumatori. È l'allarme lanciato da Coldiretti Como Lecco, che richiama l'attenzione sulla necessità di garantire maggiore trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare e di tutelare il lavoro degli agricoltori.
«Dietro ogni prodotto agricolo c'è il lavoro di imprese che investono quotidianamente nella qualità, nella sicurezza alimentare e nella tutela del territorio» afferma il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi. «Non possiamo accettare che il valore riconosciuto agli agricoltori venga schiacciato da meccanismi speculativi mentre sugli scaffali i prezzi rimangono elevati. Difendere il reddito delle aziende agricole significa garantire un futuro alle produzioni italiane e offrire ai consumatori la possibilità di scegliere con consapevolezza».
La situazione appare particolarmente preoccupante in un contesto in cui i costi di produzione continuano a gravare sulle aziende agricole. Energia, carburanti, fertilizzanti e materie prime restano infatti su livelli elevati, mentre i prezzi riconosciuti agli agricoltori registrano forti ridimensionamenti che rischiano di compromettere la sostenibilità economica delle imprese.
Tra i casi più emblematici vi è quello dell'olio extravergine d'oliva. Nell'ultimo anno le quotazioni del prodotto hanno subito una drastica contrazione, mentre i costi sostenuti dagli olivicoltori continuano ad aumentare. Una situazione che, secondo Coldiretti, rende ancora più urgente rafforzare i controlli sull'origine dei prodotti e contrastare ogni frequente tentativo di spacciare come italiano ciò che italiano non è.
I numeri della filiera evidenziano infatti una forte presenza di prodotto proveniente dall'estero a fronte di una produzione nazionale che non riesce a soddisfare contemporaneamente consumi interni ed esportazioni. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza e di una revisione delle norme che consentono di attribuire italianità agli alimenti sulla base dell'ultima trasformazione sostanziale.
Anche il comparto cerealicolo vive una fase particolarmente delicata. In queste settimane, denuncia Coldiretti, si registrano pressioni al ribasso sui prezzi del grano duro che rischiano di portare le quotazioni sotto i costi di produzione. Una situazione che mette in difficoltà gli agricoltori e che potrebbe avere conseguenze sull'intera filiera del Made in Italy.
«Per un territorio come quello lariano, che fonda una parte importante della propria attrattività sulla qualità delle produzioni agroalimentari e sul legame tra cibo, turismo e territorio, la trasparenza rappresenta un valore fondamentale» aggiunge il direttore di Coldiretti Como Lecco Luciano Salvadori. «I cittadini devono poter conoscere con certezza l'origine di ciò che acquistano e le imprese agricole devono essere tutelate da fenomeni che alterano il mercato e sviliscono il lavoro di chi produce nel rispetto delle regole».
Per Coldiretti Como Lecco è necessario rafforzare le attività ispettive e introdurre in maniera sistematica strumenti innovativi di controllo come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica, tecnologie in grado di identificare con precisione la provenienza geografica degli alimenti. Strumenti che, secondo l'organizzazione agricola, dovrebbero poter essere utilizzati anche come prove nei procedimenti giudiziari contro le frodi alimentari