COMO LECCO – Lo scarso innevamento registrato durante l'inverno e la fusione anticipata del manto nevoso a causa delle temperature elevate rappresentano un nuovo campanello d'allarme per l'agricoltura del territorio lariano, chiamata a confrontarsi con gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.
A evidenziarlo è Coldiretti Como Lecco alla luce dei dati diffusi da Arpa Lombardia, che certificano anomalie negative dello Snow Water Equivalent comprese tra il 30% e il 60% rispetto alla media degli ultimi dieci anni, con un deficit che interessa anche i ghiacciai lombardi, dove la disponibilità di acqua immagazzinata nella neve risulta inferiore del 39% rispetto ai valori di riferimento. Ciò mentre l'ondata di caldo record che sta causando i primi danni soprattutto al Nord Italia, con precipitazioni azzerate e le coltivazioni già entrate in sofferenza nelle aree del bacino padano.
«Non siamo ancora nelle condizioni estreme vissute nel 2022, ma questi dati vanno letti con grande attenzione perché confermano una tendenza che preoccupa il mondo agricolo: gli equilibri climatici stanno cambiando rapidamente e le imprese sono chiamate a confrontarsi con stagioni sempre più difficili da prevedere» sottolinea il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi. «Il ridotto innevamento e la fusione anticipata della neve sono l'ennesimo segnale di un clima che sta diventando sempre più estremo e instabile».
Secondo Coldiretti Como Lecco, gli effetti dei cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequente l'alternanza tra periodi siccitosi e precipitazioni intense concentrate in poche ore, con conseguenze dirette sulle produzioni agricole, sui pascoli montani e sulla gestione delle coltivazioni.
Intanto è allerta siccità nel bacino del fiume Po con il livello idrometrico che, secondo i dati odierni, va dai -3,4 metri del Ponte della Becca (Pavia) ai -6,7 metri di Pontelagoscuro (Ferrara) fino ai -8 metri di Cremona, facendo salire l'allarme in un'area dove nasce quasi un terzo dell'agroalimentare Made in Italy e si concentra circa la metà dell'allevamento nazionale.
«Anche nelle nostre province gli agricoltori stanno imparando a convivere con fenomeni meteorologici sempre più estremi» prosegue Trezzi. «Passiamo da lunghi periodi senza piogge a precipitazioni intense concentrate in poche ore, con effetti diretti sulle coltivazioni, sui pascoli e sulla programmazione delle attività agricole».
«La sfida oggi è aumentare la capacità di adattamento del sistema agricolo a un contesto climatico profondamente mutato» conclude Trezzi. «Le imprese agricole stanno già facendo la loro parte attraverso innovazione, diversificazione e nuove pratiche agronomiche, ma serve una crescente attenzione verso un fenomeno che non può più essere considerato straordinario».
Secondo Coldiretti Como Lecco, il deficit di innevamento registrato quest'anno rappresenta l'ennesima conferma di quanto i cambiamenti climatici stiano modificando profondamente le condizioni di produzione dell'agricoltura italiana, con effetti sempre più evidenti anche sui territori lariani.