13 Aprile 2016
L’Unione Europea boccia l’etichetta ‘a semaforo’. Scongiurate (pesanti) ripercussioni anche per le produzioni di Como e Lecco

L’Unione Europea boccia l’etichetta ‘a semaforo’. Scongiurate (pesanti) ripercussioni anche per le produzioni di Como e Lecco
                                                                                                        
COMO-LECCO – Lo stop europeo alla proposta di introdurre le cosiddette ‘etichette a semaforo’ salva anche l’agricoltura lariana dal rischio di pesanti ripercussioni, in particolare per settori chiave come il lattiero-caseario o la produzione di olio di oliva.

“Una risposta positiva, che salva anche le esportazioni delle principali denominazioni Made in Italy” commentano il presidente e il direttore di Coldiretti Como-Lecco Fortunato Trezzi e Raffaello Betti. “Da oggi in poi si lavori per ottenere l'indicazione d'origine chiara e obbligatoria su tutti i prodotti agroalimentari per garantire la sicurezza dei consumatori, dando loro la possibilità di scegliere cosa portare in tavola”.
La bocciatura comunitaria alla cosiddetta “etichettatura a semaforo” salva il 60% delle produzioni italiane, dal Grana Padano fino all’olio extravergine di oliva, al prosciutto crudo, vittime della normativa adottata ingiustamente dal Regno Unito.
 
Il Parlamento Europeo si è  espresso sulla Relazione Kaufmann relativa al programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione europea. In questa Relazione si invita la Commissione a “riesaminare la base scientifica, l'utilità e la fattibilità del regolamento 1924/2006 nonché eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali”, ovvero quelle soglie tecniche di determinati nutrienti “critici” (come grassi, grassi saturi, zuccheri, sale).
 
Si tratta - spiega Coldiretti Lombardia - di una informazione visiva con i bollini rosso, giallo o verde ad indicare il contenuto di determinati nutrienti “critici” per la salute. La segnalazione sui contenuti di grassi, sali e zuccheri – critica la Coldiretti - non si basa sulle quantità effettivamente consumate, ma solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze. Il sistema – continua la Coldiretti regionale - finisce paradossalmente per escludere dalla dieta alimenti sani e al contrario per promuovere le bevande gassate senza zucchero, fuorviando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale.
 
Fino ad ora, nonostante la prescrizione del Regolamento in questione di esprimersi entro il 2009, la Commissione non ha mai dato seguito alla loro definizione e ha di fatto tollerato - denuncia la Coldiretti - la decisione della Gran Bretagna di far adottare tale sistema dal 98% dei supermercati inglesi con un ostacolo alla libera circolazione delle merci che sta mettendo in pericolo alcuni settori cardine dell’export Made in Italy.
               

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