LATTE: ACCORDO E’ UNA PRIMA BOCCATA D’OSSIGENO PER I QUASI 300 ALLEVAMENTI LARIANI ‘SOPRAVVISSUTI’
SU BASE ANNUA NAZIONALE, ALMENO 340 MILIONI DI EURO IN PIU’ NELLE STALLE ITALIANE. TREZZI: “PER COMO-LECCO IMPORTANTE PORRE LE BASI DI UN’INVERSIONE DI TENDENZA, DOPO CHE NEGLI ULTIMI 11 ANNI HA CHIUSO UNA STALLA SU QUATTRO”
COMO-LECCO – “L’accordo sul prezzo del latte alla stalla raggiunto per il prossimo trimestre è una boccata d’ossigeno per i 188 allevamenti comaschi e i 101 lecchesi. Un primo risultato concreto della mobilitazione che ha coinvolto i nostri allevatori con i presidi nelle industrie e nei supermercati, dove abbiamo trovato il sostegno convinto dei cittadini nella difesa del latte, delle stalle e delle nostre campagne”.
Così il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi, egli stesso allevatore commenta l’intesa raggiunta con la multinazionale Lactalis sul prezzo del latte alla stalla che prevede in tutto il Nord per il prossimo trimestre un aumento di 2,1 centesimi al quale vanno aggiunti il centesimo garantito dal Ministero delle Politiche Agricole con aiuti straordinari dell’Unione Europea ma anche le risorse che le regioni lattiere direttamente interessate possono mettere a disposizione se vorranno sostenere gli allevatori delle loro realtà territoriali.
Secondo l’ufficio studi della Coldiretti tra effetti diretti ed indiretti sul mercato nazionale del latte l’accordo porterà almeno 340 milioni di euro su base annua in piu’ nelle stalle italiane130 milioni in Lombardia), se ci sarà responsabilmente un allineamento di tutti i soggetti industriali presenti sul territorio nazionale.
“E’ una boccata di ossigeno alle imprese che si trovano in un grave momento di difficoltà” prosegue il direttore Francesco Renzoni. “Tuttavia, la battaglia della Coldiretti continua nelle sedi istituzionali per arrivare al più presto alla corretta identificazione dei prodotti che usano latte italiano con l’indicazione in etichetta, che impedisca di spacciare come Made in Italy il prodotto importato Ciò è di fondamentale importanza per assicurare un futuro alla zootecnia lariana, un settore più che strategico per l’agricoltura delle due province di Como e Lecco”.
“Dobbiamo lavorare sul territorio a stretto contatto con le associazioni di consumatori, perché si possa sempre più riconoscere il prodotto rintracciabile e di qualità” riprende il presidente Trezzi.
“Anche l’industria se ne sta accorgendo, e diverse realtà stanno iniziando a indicare la provenienza del latte 100% italiano in determinati prodotti. Ma occorre fare di più, perché siamo solo ai primi risultati di un percorso che continua. L’obiettivo è dare respiro a un settore che aspetta da troppo tempo un’inversione di tendenza. Negli ultimi 11 anni nelle due province lariane ha chiuso un allevamento su quattro (-24,9%, da 385 del 2004 a 289 del 2015 ) con una maggiore incidenza nella provincia di Lecco (-36,5%) che, a livello regionale, è seconda solo alla provincia di Sondrio (-48,8%) per numero di allevatori che hanno gettato la spugna”.