23 Marzo 2016
Dopo il ‘contingente tunisino’, altro pericolo in vista per l’olio lariano: è il disegno di legge europeo per ‘togliere’ la data di scadenza

Dopo il ‘contingente tunisino’, altro pericolo in vista per l’olio lariano: è il disegno di legge europeo per ‘togliere’ la data di scadenza

FORTE NO DI COLDIRETTI COMO LECCO ALLA MODIFICA DEI TERMINI “ALTRO REGALO A MULTINAZIONALI DOPO SCONTO DI 110 MLN SU IMPORT DA TUNISIA”

COMO-LECCO – Dopo il via libera comunitario all’importazione di 35.000 tonnellate di olio tunisino, c’è un altro pericolo che minaccia l’olio italiano e lariano: è il disegno di legge europea 2015, diretto a modificare l’articolo 7 della legge n. 9 del 2013, nella parte in cui prevede un termine minimo di conservazione non superiore ai diciotto mesi per l’olio di oliva.
“Togliere la data di scadenza dell’olio di oliva per favorire lo smaltimento delle vecchie scorte a danno dei consumatori è l’ultima novità in arrivo che mette a rischio la qualità, dopo l’invasione delle produzioni straniere” denunciano sul territorio il presidente e il direttore di Coldiretti Como-Lecco Fortunato Trezzi e Raffaello Betti, mentre a Bari i produttori sono scesi in strada con i loro trattori difendere l’agricoltura italiana. “Di fatto si tratta di una norma che favorisce lo smaltimento di olio vecchio e fa invece venir meno una importante misura di salvaguardia per il consumatore”.

Con l’invecchiamento - precisa Coldiretti Como-Lecco - l’olio comincia altresì a perdere progressivamente tutte quelle qualità organolettiche che lo caratterizzano (polifenoli, antiossidanti, vitamine) e che sono alla base delle proprietà che lo rendono un alimento prezioso per la salute in quanto rallentano i processi degenerativi dell’organismo.
Come rimarcano Trezzi e Betti, “è necessario mantenere il termine minimo di conservazione, prevedendo una possibilità di deroga solo qualora il produttore adotti ulteriori accorgimenti per la conservazione organolettica del prodotto, da riportare in etichetta. Sarebbe importante introdurre l’obbligo dell’indicazione in etichetta dell’annata della raccolta”.

Ma il disegno di legge europea 2015 rischia di modificare in peggio l’etichettatura degli oli di oliva, abrogando le norme che prevedono che “l’indicazione dell’origine delle miscele di oli di oliva deve essere stampata … con diversa e più evidente rilevanza cromatica rispetto allo sfondo, alle altre indicazioni e alla denominazione di vendita”, con l’effetto - denuncia la Coldiretti interprovinciale - di attenuare i livelli di tutela nella commercializzazione dell’olio di oliva.
“Un danno per i consumatori ed i produttori in un Paese come l’Italia che è il primo importatore mondiale di olio di oliva: le materie prime importate vengono spesso mescolate con quelle nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri.
Danno che si riflette direttamente sul territorio lariano, che vanta produzioni dalle caratteristiche uniche, riconosciute in tutto il mondo: l’olivicoltura del lago di Como è una nicchia di eccellenza, che si contraddistingue per la professionalità e serietà con la quale gli appassionati olivicoltori, spesso hobbisti, affrontano ogni fase della gestione agronomica e della trasformazione. Oli di forte identità territoriale e alta qualità, che si identificano per la loro fluidità, freschezza e per le note di mandorla verde e cardo”.
Nelle due province di Como e Lecco operano 100 imprese olivicole con una superficie in ettarato di 130 ha e due frantoi, uno per provincia: la produzione 2015 si è assestata su circa 300 quintali (30.000 litri): il 20% dell’olio prodotto è certificato Dop Laghi Lombardi Lario.               

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