9 Febbraio 2016
Dalle province lariane all’“Università della terra”: l’avvio di un’impresa agricola è tra i sogni nel cassetto dei giovani di Como-Lecco

Dalle province lariane all’“Università della terra”: l’avvio di un’impresa agricola è tra i sogni nel cassetto dei giovani di Como-Lecco
                                                                               
COMO-LECCO – Anche i giovani delle province di Como e Lecco sognano un futuro in agricoltura. Dato confermato non solo dalle costanti, nuova aperture di imprese agricole ‘under 35’ nelle province lariane, ma anche dal boom per le “università della terra” in Lombardia, attorno alle quali gravitano anche i nostri studenti. Negli ultimi 5 anni gli iscritti alla Statale di Milano (uno dei più vicini atenei di riferimento per i giovani di Como-Lecco) la crescita sfiora il 48% visto che si è passati da 2.712 a oltre quattromila studenti. E’ quanto emerge da una ricerca di Coldiretti Lombardia sul successo delle facoltà agricole, tanto che dal 2010 a oggi sono cresciute anche le nuove immatricolazioni: +86% per le Scienze agrarie in Cattolica, +47% per Veterinaria alla Statale di Milano e +13% per Scienze agrarie e alimentari sempre nell’ateneo meneghino.
 
Sono diversi i giovani delle terre lariane che, insieme a 200 ‘colleghi’ arrivati da tutte le province della Lombardia stanno concludendo i “master della terra” organizzati da Coldiretti con il patrocinio del Ministero dell’agricoltura all’interno di un progetto sperimentale che coinvolge 6 regioni: Lombardia, appunto, ma anche Veneto, Friuli, Marche, Umbria e Trentino. I percorsi didatti in Lombardia si concluderanno il 18 febbraio prossimo dopo 200 ore di corsi su orticoltura, mondo del vino e dei vigneti, agriturismo, comparto lattiero caseario, marketing e start-up, oltre a 64 ore di stage nelle aziende agricole.
L’età media dei partecipanti è sui 23 anni, mentre il più giovane ha appena 19 anni. Il 30% non viene dal mondo agricolo, mentre la metà è laureata o frequenta l’università. Fra di ci sono laureati in filosofia, ingegneria, architettura, lingue e letteratura straniera che puntano a un futuro con i piedi per terra. “In ogni caso – spiega Claudio Piva, coordinatore dei corsi a livello lombardo – si tratta di ragazzi che oltre ad avere un’idea imprenditoriale, sono anche nativi digitali, abituati a utilizzare i social media. In particolare Facebook per promuovere la propria azienda e Instagram per far conoscere i propri prodotti. Sanno bene che l’agricoltore del futuro si dividerà sempre più fra computer e trattore”.
  
“L’imprenditore agricolo – spiegano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Como Lecco – è una professione che ha ormai acquisito un certo prestigio e dai ragazzi è visto anche come un modo per realizzare i propri sogni e crearsi un futuro su misura”.
Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’, infatti, nel 57 per cento dei casi oggi un giovane preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18 per cento) o fare l’impiegato in banca (18 per cento). Quasi un genitore su tre (29 per cento) consiglierebbe ai propri figli di fare l’agricoltore e ben il 55 per cento sarebbe contento se il figlio o la figlia sposasse un agricoltore.

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