28 Maggio 2013
COLDIRETTI: SI TORNA A TRATTARE SUL PREZZO DEL LATTE MA PER ORA E’ “FASE DI STALLO”

COLDIRETTI: SI TORNA A TRATTARE SUL PREZZO DEL LATTE MA PER ORA E’ “FASE DI STALLO”
Non c’è ancora “fumata bianca” per il prezzo del latte lombardo: nell’incontro che si è tenuto nei giorni scorsi a livello regionale con le industrie di trasformazione non è stato trovato un punto di incontro fra le parti, nonostante i segnali vadano verso una valorizzazione del prodotto alla stalla.
Guardano con attenzione all’evolversi dei fatti gli allevatori di Como e Lecco e la Coldiretti interprovinciale che, attraverso il presidente Fortunato Trezzi sottolinea “l’importanza di un esito  favorevole alle imprese, in grado di dare stabilità e prospettive”
Le condizioni di mercato per un incremento ci sarebbero tutte: “C’è richiesta di latte e il contesto europeo è positivo: secondo le nostre previsioni, serviranno maggiori quantitativi per soddisfare le esigenze dell’industria di trasformazione. Tutti gli indicatori disegnano una spinta rialzista su tutto il settore, dal latte ai suoi derivati come burro, polvere di latte e formaggi, anche perché il trend produttivo delle stalle lombarde sta rispettando rigidamente i limiti europei fissati per l’Italia”.

Poi un vivo consiglio agli imprenditori titolari d’allevamento: “Proprio in virtù della tendenza del mercato sia a livello nazionale che internazionale, invitiamo tutti gli allevatori a non sottoscrivere accordi che non siano in linea con quotazioni che diano il giusto valore al prodotto e al lavoro delle nostre stalle, anche in riferimento ai nuovi obblighi previsti dell’articolo 62 sui prezzi dei prodotti agricoli”.

“Rispetto allo scorso anno – aggiunge il direttore di Coldiretti Como Lecco, Francesco Renzonii costi di produzione e le spese di gestione a carico delle imprese agricole hanno registrato aumenti a due cifre, mentre il prezzo del latte non soddisfa le esigenze e le aspettative degli imprenditori: viviamo una situazione che mette a rischio il futuro di parecchie aziende agricole anche nelle nostre province

Non va dimenticato che la Lombardia è un indicatore strategico per il mercato del latte italiano, nonché tradizionale punto di riferimento per il prezzo nazionale: nella nostra regione, infatti, si munge il 40% del latte italiano e occupano un indotto di almeno 18 mila persone, fra titolari e dipendenti.
“Le nostre aziende – spiega Trezzi – stanno facendo i salti mortali per riuscire a restare in piedi, ma la rabbia aumenta quando si vede che a fronte di una quotazione del latte alla stalla ormai molto sotto i costi di produzione, per i consumatori i prezzi degli alimentari al dettaglio non si sono affatto abbassati. Così si rischia di mettere in ginocchio le famiglie e un intero settore produttivo”.
                                          
Intanto le quotazioni del latte “spot” (quello commercializzato al di fuori dei normali contratti di fornitura) sono in rialzo: oggi a Lodi, piazza di riferimento insieme a Verona ha raggiunto 43,30 centesimi al litro, con una media di 42,79 centesimi al litro, in aumento del 33,33 per cento rispetto al 2012. E’ un altro indicatore importante per la Lombardia che da sola produce il 40 per cento delle 10 milioni e mezzo di tonnellate munte ogni anno in Italia.

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