COLDIRETTI COMO-LECCO: “SOLIDARIETA’ A CIAPPESONI, NELLA NOTTE IGNOTI MALVIVENTI SONO PENETRATI NELLA SUA STALLA E HANNO UCCISO UNA MANZA PER MACELLARLA”
Entrano in stalla di notte, legano una manza e la trascinano al di fuori dell’edificio, sgozzandola per poi macellarla. Qualcuno o qualcosa li distrurba e i delinquenti si danno alla fuga, lasciando a terra il povero animale ormai privo di vita.
Il triste fatto è accaduto nella notte a Bulciago, paese del Lecchese a sud dei laghi di Pusiano e Annone: a scoprire il terribile scenario, questa mattina, è stato Antonio Ciappesoni, allevatore da generazioni e noto sul territorio anche per il ruolo di presidente dell’Associazione Provinciale Allevatori di Como-Lecco. A Bulciago conduce la sua azienda zootecnica (270 capi) specializzata nell’allevamento di bovine da latte, in particolare di razza Bruna e Frisona.
“Un lavoro che sembra proprio fatto da professionisti, se così si può dire” racconta Ciappesoni. “In ogni caso, chi ha compiuto questo gesto sapeva bene cosa fare e come muoversi: non si tratta di una bravata di semplici balordi: la bestia, una volta macellata, sarebbe stata sicuramente caricata e portata via”.
Ma, come detto, qualcosa è intervenuto a disturbare i criminali che, di fretta, hanno lasciato l’animale a terra e sono fuggiti.
Ad Antonio Ciappesoni altro non è rimasto che denunciare l’accaduto ai Carabinieri e all’Asl.
“Quanto accaduto è un fatto gravissimo – dice il presidente di Coldiretti Como-Lecco Fortunato Trezzi, anch’egli allevatore – che stigmatizziamo, augurandoci che i colpevoli siano presto individuati e, di conseguenza, puniti. A Ciappesoni, persona e collega che stimiamo, va tutta la nostra solidarietà”.
“Non è la prima volta che stalle e campi sono oggetto di furti e razzie” sottolinea il direttore della federazione interprovinciale di Como-Lecco Francesco Renzoni.
Un problema, in realtà, comune a diverse province lombarde: in particolare, nella vicina Brianza e nel Milanese, nei primi nove mesi dell'anno, i ladri hanno messo a segno almeno una cinquantina di colpi per un valore complessivo di circa 500 mila euro.
A finire nel mirino dei malviventi sono soprattutto carburante e mezzi agricoli (allo stesso Ciappesoni, un mese fa, era stato tentato il furto di una ruspa, ritrovata quasi subito) tuttavia, spesso, anche stalle, serre e terreni sono oggetto di raid, che hanno per oggetto gli stessi raccolti.
Casi di “piccola criminalità”, forse, che però finiscono – molto spesso - col provocare seri danni alle imprese, sia per il mancato raccolto che per il danneggiamento delle strutture.
La scorsa primavera attorno a Bergamo sono avvenuti dieci raid in serre e terreni dove stavano crescendo insalate e zucchine. Poi, 500 forme di Grana Padano furono fatte sparire da un caseificio di Curtatone, nel Mantovano.
L’anno scorso, invece, a Campospinoso, fra Pavia e Broni, si portarono via 60 fra angurie e meloni, in campi limitrofi sparirono aglio e insalate, mentre a Breme (sempre in provincia di Pavia) toccò alle tipiche cipolle rosse della zona.
“Molti furti, inoltre, rimangono non denunciati da parte degli agricoltori: tuttavia, bastano i fatti conosciuti ad evidenziare il peso fenomeno che grava sulle tasche delle aziende, già piegate dalla crisi economica e di redditività che sta colpendo l'intero settore agricolo e il comparto del latte in particolare".