Coldiretti Como Lecco ieri in assemblea: “Mesi di grande impegno, oggi la nostra agricoltura è un motore decisivo per la ripresa”
NEL CORSO DEI LAVORI ANCHE IL QUADRO SULLA REALTA’ AGRICOLA LARIANA: ZOOTECNIA E FLOROVIVAISMO SI CONFERMANO COME I SETTORI PRODUTTIVI PIU’ RAPPRESENTATIVI DEL TERRITORIO
COMO-LECCO – “Coldiretti ha saputo conquistare la fiducia dei consumatori, che ci riconoscono come garanti, in primis della sicurezza alimentare, di ciò che mangiano loro e i loro figli. Abbiamo il ruolo, di grande responsabilità, che ci porta a rappresentare la maggioranza imprese agricole ad ogni livello, partendo proprio dalle nostre province di Como e Lecco. Veniamo da un anno impegnativo: di battaglie, di iniziative, di sviluppo, ma anche dell’avventura di Expo, che rimarrà unica nella storia, nostra e del nostro Paese”.
Così Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti interprovinciale di Como-Lecco, ha aperto ieri a Orsenigo i lavori dell’Assemblea interprovinciale Vco: ampio il confronto con la platea, numerosa e rappresentativa dell’intero territorio. Con lui il direttore Raffaello Betti e tutti i presidenti di sezione del territorio delle due province lariane.
Inoltre sono intervenuti, ciascuno per il proprio settore: Mattia Perlini, vicepresidente e allevatore; Guido Ratti, Florovivaista di Alzate Brianza; Emanuele Bonfiglio, Presidente di Terranostra; Enrico Ranghetti apicoltore di Beregazzo con Figliaro e presidente dell’associazione interprovinciale Agrimercato; Alberto Pagani, orticoltore di Binago e presidente del Consorzio Agrario Lombardo.
“Il 2015 ha marcato l’inizio dell’anno del latte, che ci ha portati a scendere più volte a difendere il presente e il futuro delle nostre stalle. Una battaglia che non è finita ma che, grazie all’impegno diretto dei nostri allevatori ha conseguito l’importante risultato di ottenere l’etichettatura obbligatoria di origine per latte e derivati, annunciata nel corso della Giornata nazionale del latte italiano alla Fiera Milano Congressi, a fine maggio, direttamente del premier Matteo Renzi”.
L’assemblea ha focalizzato anche lo ‘stato dell’arte’ e le dinamiche dell’agricoltura lariana, con un particolare riferimento alla scorsa annata: un periodo non facile, che vede i nostri imprenditori agricoli alle prese con costi di produzione che continuano a crescere in modo “sproporzionato”: fatto 100 i costi dell’anno 2000, nel 2015 il costo dei concimi si attesta a 171, i mangimi si fermano a 128, l’energia elettrica sale a 205, i salariati a 153 e le spese varie – almeno quelle – si fermano a 105.
La zootecnia insieme al florovivaismo continua ad essere il primo comparto produttivo per l’agricoltura di Como-Lecco: con Varese, la provincia di Como è stata quella che in Lombardia, nel primo trimestre 2016, in percentuale, ha munto più latte rispetto al primo trimestre 2015, segnando rispettivamente +10,11% e +10,38%. Anche in provincia di Lecco, nel primo trimestre 2016, si è registrato un aumento della produzione di latte rispetto al 2015 ma con valori inferiori alla media regionale: Lecco +4,59% / Lombardia +7,89%. Brutte notizie, invece, sul fronte dei prezzi alla stalla: si è registrato infatti un valore medio riconosciuto dai caseifici industriali notevolmente inferiore all’annata precedente.
Il prezzo di giugno 2014 (44,5 cents/litro) è ormai un lontano ricordo e da allora si registra una pericolosa spirale al ribasso, senza accordi tra le parti e con contratti unilaterali Si è registrato, infatti, un valore di 35,7 cents/litro a giugno 2015 e un valore medio nazionale di 32,3 ad aprile 2016.
Un elemento caratteristico delle nostre province è poi l’agricoltura d’alpeggio: 46 sono gli allevatori di Coldiretti che monticano nelle valli del Lario occidentale e 61 quelli in Valsassina. Sia nel 2015 che nel 2016 emerge però la problematica relativa agli affitti e alle modalità di concessione decise dai Comuni (che, in taluni casi, escludono perfino il diritto di prelazione da parte dell’imprenditore agricolo precedentemente assegnatario). L’argomento, lo scorso aprile, è stato portato all’attenzione da parte del presidente Trezzi sia al Prefetto di Como che all’onorevole Veronica Tentori.
Per quanto riguarda le colture in pieno campo, il mais, si conferma sempre e di gran lunga la coltivazione regina della pianura comasca e lecchese (rispettivamente 170mila q.li su 2300ha e 70mila q.li su 1000ha). La relativa minor superficie destinata a mais è stata controbilanciata da un aumento significativo (in percentuale) dalle altre colture tradizionali, quali orzo, frumento tenero e soia (35mila q.li su 700ha a Como e 23mila q.li su 450ha a Lecco).
Per l’uva da vino e per il vino quella del 2015 è stata un’ottima annata, abbondante e di assoluta qualità (780 q.li di uva per Como e 2500 q.li per Lecco).
Le scarse piogge nel periodo tra maggio e agosto hanno consentito di ottenere uve di altissima qualità con assenza di malattie all’interno dei vigneti. In alcuni casi i viticoltori sono dovuti intervenire con irrigazioni di soccorso. Comunque mediamente i quantitativi raccolti si sono mantenuti sui livelli previsti dai vari disciplinari.
Il comparto agroalimentare ha dimostrato una notevole capacità nel fronteggiare l’urto della crisi grazie all’export. Si evidenzia, infatti, che le vendite all’estero dei prodotti (alimenti e bevande) «made in Como e Lecco» hanno registrato un incremento medio del 14% (19,1% su Como e 9,4% su Lecco).
Conclude il presidente Trezzi: “Partiamo da qui per continuare un buon lavoro, per costruire il nostro futuro consapevoli che è dall’impegno diretto delle imprese che possono derivare i migliori risultati. Confronto, coraggio, capacità di affrontare sfide difficili: tutto ciò ci distingue, così come la consapevolezza di poter contare su un territorio unico, dalle mille sfaccettature che ben si integrano al concetto di ‘nuova agricoltura’: giovane, multifunzionale, in grado di cogliere il dialogo con il consumatore e di vedere in esso l’alleato più prezioso. Un’agricoltura che può far del bene al Paese rappresentandone, anzi, l’orgoglio più grande”.