AL “SALAME IN FESTA” DI SERGNANO (CR), PIAZZAMENTI PRESTIGIOSI PER I SALAMI DI COMO-LECCO FIRMATI” DAI PRODUTTORI LARIANI
Buon piazzamento per due imprese del Comasco a “Salame in Festa”, kermesse dedicata all’arte della norcineria che si è svolta nei giorni scorsi a Sergnano, sul confine tra Bergamo e Cremona.
In particolare, si è classificato al secondo posto della categoria “Salami Nord Lombrdia” l’azienda agricola “Da Santino” di Carugo (noto agriturismo e “Punto Campagna Amica”), in ex-aequo con un’azienda varesina, la “Moscheri” di Travedona-Monate.
Prima classificato nella medesima categoria è stata, invece, l’azienda agricola “Valleluna” di Varese città, mentre al terzo posto si è classificata l’azienda “Bivona Michela” di Rodero.
Va detto che una manciata di punti ha separato in classifica le quattro imprese, che hanno tutte ricevuto il plauso e l’apprezzamento della giuria (composta da giornalisti enogastronomici ed esperti).
Promossa da diversi anni a Sergnano con il coordinamento di Valeriano Moretti, la manifestazione è cresciuta nel tempo, estendendo i propri confini dalla zona del Cremonese e del Bergamasco fino a divenire interregionale.
La sfida, come sempre, si è tenuta nei locali del Ristorante Dell’Albero presso la cascina Colomberone (al confine esatto tra le province di Bergamo e Cremona).
“Siamo stati soddisfatti del risultato raggiunto, che ci ricorda l’importanza che ha per il nostro territorio interprovinciale la produzione di salumi tipici” dice il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi.
“L’arte norcina è radicata nel tempo anche nel Comasco e nel Lecchese: due territori che si richiama ad antiche origini e a metodi di lavorazione tramandati nel tempo: oggi i salami prodotti dalle imprese agricole delle due province sono facilmente reperibili dal pubblico dei consumatori grazie ai “Punti Campagna Amica” e agli Agrimercati gestiti dagli agricoltori”.
La gara si è svolta presso il ristorante “Dell’Albero”, presso la Cascina Colomberone: una qualificata giuria ha giudicato i salami, ovviamente proposti in forma anonima.
“Iniziativa che ha saputo valorizzare i salami tradizionali e rigorosamente italiani – aggiunge il direttore della Coldiretti interprovinciale Francesco Renzoni – e che permette una giusta valorizzazione del prodotto nazionale e, in particolare, delle nostre province del Nord Lombardia
Occorre difendere i nostri salami dal pericolo dell’agripirateria, un rischio dal quale purtroppo non sono immuni. Se sul piano nazionale nei mesi scorsi sono state scoperte falsa mozzarella di bufala dop, ma anche vino ed olio etichettati come doc e dop senza documenti di tracciabilità, a livello internazionale sono stati scovati, fra gli altri, il “Parma salami” del Messico, una curiosa “mortadela” siciliana dal Brasile, e perfino il “salami calabrese” prodotto in Canada”.