Con l'arrivo dei primi freddi, torna la voglia di gustare prodotti autunnali dell’orto. Coste, bietole, catalogna, sono solo alcuni degli ortaggi e delle verdure che tornano a farla da padrone sulle nostre tavole. Tra queste, sul mercato, si sta imponendo la Costina Novella, coltivata con grande successo sulla sponda est del Lago di Como, in particolare nella provincia di Lecco. Questo tipo di costa — spiega la Coldiretti lariana — è sempre più richiesta, sia dalla grande distribuzione della provincia che propone prodotti a chilometro zero, ma anche dal mercato del milanese e quello lombardo, grazie alla particolare tenerezza delle sue foglie.
«Settimanalmente produciamo circa 20mila piante di “baby” costa — racconta Valerio Galbusera, 42 anni, imprenditore agricolo di Cernusco Lombardone, che gestisce un maxi “orto” di 16 ettari —. Abbiamo terminato la semina, iniziata ad agosto, circa 10 giorni fa, in modo da raccogliere questo particolare ortaggio fino a dicembre. Questo è il periodo migliore per coltivare in Brianza queste piante perché i primi freddi che comunque non sono intensi donano alle piante un aspetto migliore, esaltandone inoltre le proprietà organolettiche»
Sorella minore della classica Costa Barese — continua l’associazione degli agricoltori —, la Costina Novella, con i suoi circa 150 grammi è circa 7 volte più piccola del classico ortaggio, e viene raccolta dopo circa 30 giorni dalla sua semina. La sempre maggiore diffusione di questa particolare varietà nelle campagne nel nostro territorio — spiega Coldiretti — è dovuta alla ricerca e alla specializzazione degli agricoltori locali, volte a proporre sul mercato un prodotto alternativo alle classiche bietole da costa la cui coltivazione è praticata soprattutto in Puglia, Lazio ma anche Toscana. «Il patrimonio agro-alimentare del nostro Paese — continua il presidente di Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi — è sconfinato, e va difeso e tutelato continuamente; basti pensare che abbiamo conquistato il record europeo della biodiversità, con 55.600 specie animali pari al 30% di quelle europee, e 7.636 specie vegetali che sono state salvate dall’estinzione. D’altronde, il lavoro degli agricoltori è anche quello di promuovere e divulgare la conoscenza delle tante eccellenze del piatto Made in Italy, grazie ad un sapiente lavoro di ricerca e valorizzazione».
26 Ottobre 2017
Le “baby coste” conquistano le tavole di Lecco