17 Febbraio 2016
A Lecco il record di ‘provincia a mafia zero’ ma in Lombardia il crimine punta anche su terreni e cascine

A Lecco il record di ‘provincia a mafia zero’ ma in Lombardia il crimine punta anche su terreni e cascine

COMO-LECCO – E’ pari a zero l’impatto della criminalità, anche in agricoltura, in provincia Lecco. Dato non di poco conto, in una regione, la Lombardia, che è sesta a livello nazionale per numero di immobili sottratti alla mafia, dopo Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Lazio.
Terreni, cascine, aziende agricole, immobili vari. Queste le infiltrazioni mafiose in Lombardia nel settore agricolo.
Il dato emerge dall’ultimo Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare: su 1.266 immobili sottratti alla criminalità organizzata in Lombardia (sui 17.577 totali in Italia), oltre 250 riguardano beni agricoli con un peso di quasi l’1,6% a livello nazionale.
Mentre per le 286 aziende sequestrate dall’autorità giudiziaria in Lombardia (su 3.187 in Italia) quelle che fanno riferimento al settore agricolo sono una cinquantina.
In totale sono circa 300 – stima la Coldiretti Lombardia - i beni e le attività agricole sottratti alla criminalità mafiosa sul territorio regionale, per un valore di oltre 24 milioni di euro.
 
“Il dato che fa ben sperare – spiegano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Como Lecco – è che tutte le nostre province sono molto al di sotto la media nazionale per quanto riguarda l’Indice di Organizzazione criminale dell’Eurispes: se per Lecco il dato è pari a 0, per Como è del 5,6%, rispetto al 29,1% a livello italiano. Interessante anche il raffronto con le altre province lombarde: Milano per esempio è al 17,9%, Brescia al 14,9%, Pavia all’11% o Lodi all’8,6”. Per quanto riguarda le altre province: Sondrio è al 13,8%, Varese al 12,9%, Cremona al 10,3%, Mantova al 9,4, Bergamo al 5,9%, Monza allo 0,1%”.
 
“E’ chiaro – spiega Trezzi - che non si può abbassare la guardia perché è con le indagini e il controllo delle forze di polizia che emergono le situazioni malavitose contro le quali si deve intervenire: bisogna rafforzare i controlli per evitare che questi fenomeni si espandano anche nel settore agricolo andando a inquinare l’economia onesta e la libera concorrenza”.  Sono infatti oltre centomila i controlli effettuati dalle forze dell’ordine nel 2015 per combattere le agromafie dal campo allo scaffale e garantire all’Italia il primato nella qualità e nella sicurezza alimentare
 
Mentre tra 20 ed i 25 miliardi di euro – spiega Coldiretti - vengono sprecati per il mancato utilizzo dei beni confiscati sulla base delle stime dall’Istituto nazionale degli amministratori giudiziari (Inag).
Si stima che circa un immobile su cinque confiscato alla criminalità organizzata sia nell’agroalimentare. Il 53,5% si concentra in Sicilia, mentre la restante parte riguarda soprattutto le altre regioni a forte connotazione mafiosa, quali la Calabria (17,6%), la Puglia (9,5%) e la Campania (8%). Seguono con percentuali più contenute la Sardegna (2,3%), la Lombardia (1,6%), la Basilicata (1,5%) e il Piemonte (1,3%).

A COMO… SPESA A DOMICILIO CON CAMPAGNA AMICA!

Le realtà in provincia di Como che effettuano consegna a domicilio dei prodotti agricoli

A LECCO… SPESA A DOMICILIO CON CAMPAGNA AMICA!

Le realtà in provincia di Lecco che effettuano consegna a domicilio dei prodotti agricoli

Leggi l’ultima newsletter di Coldiretti Como Lecco

Leggi l'ultima newsletter di Coldiretti Como Lecco

Continuando con la navigazione in questo sito, accordi l'utilizzo dei nostri cookie. Approfondisci

Le impostazioni dei cookie in questo sito sono impostate su "permetti cookie" per permettere la migliore esperienza di navigazione possibile. Se continui l'utilizzo di questo sito senza cambiare le impostazioni del tuo browser o se clicchi su "Accetto" confermai l'autorizzazione di tali cookie.

Chiudi