A Vinitaly i vitigni storici lariani e l’esempio di un settore in crescita: “Anche a New York e in Giappone oggi si brinda coi vini di Como e Lecco”
COMO-LECCO – Anche i produttori delle province di Como e Lecco tra i protagonisti a Vinitaly, testimoni di un territorio che cresce e sa conquistare spazi di valore nel contesto vitivinicolo lombardo: i vini delle terre lariane sono di tradizione, ma anche ‘eroici’, ‘storici’ (nel Lecchese, in particolare, sono stati recuperati antichi vitigni autoctoni) e guardano con sempre maggior interesse al settore biologico. Inoltre, puntano a consolidare e accrescere il mercato interno, ma strizzano l’occhio all’Europa e al mondo: pur con quantitativi ancora limitati, negli ultimi anni a New York come in Giappone, Belgio e Germania si è iniziato a brindare con l’Igt Terre Lariane.
“I numeri evidenziano una nicchia importante per le nostre due province” evidenziano Fortunato Trezzi, presidente dell’organizzazione agricola lariana, unitamente al direttore Raffaello Betti. “A Como e Lecco si fa viticoltura nell’area brianzola di Montevecchia, così come nelle zone più settentrionali: l’ettarato a vite è maggiormente presente in provincia di Lecco, con 65 ettari, mentre quella di Como ne conta 23: rispettivamente, si producono 2.549 e 785 quintali di uva”.
Un elemento che si inserisce in un contesto d’eccellenza, quella dell’agricoltura lombarda che è ovviamente presente in forze alla kermesse veronese: dalle bottiglie eroiche a quello con la carta d’identità 2.0 fino al wine beauty, il vino lombardo punta decisamente su qualità.
“Anche le nostre imprese sono parte di un ‘mondo della viticoltura’ in continua evoluzione” spiega Trezzi. “Le aziende uniscono tradizione e innovazione per garantire prodotti sempre più al passo coi tempi e apprezzati dai consumatori in Italia e all’estero”.
La ‘viticoltura eroica’, in provincia di Lecco, è anche una scelta declinata al femminile: Claudia Crippa gestisce un’azienda a La Valletta Brianza in provincia di Lecco. “Abbiamo scelto di unire l’attività di coltivazione e vinificazione a quella agrituristica - spiega - perché crediamo nella forza dei prodotti e del territorio”.
Claudia Crippa è anche presidente del Consorzio Igt Terre Lariane, che raggruppa 18 aziende “ma con buone prospettive di sviluppo e crescita” tiene a sottolineare. “Imprese che sanno cogliere il legame fra tradizione e futuro, che producono le loro uve all’insegna di metodo biologico o di lotta integrata fra il Ceresio, la zona di Domaso e le alture di Montevecchia”.
Tra le novità ‘lariane’ protagoniste a Vinitaly (quest’anno, peraltro, la manifestazione veronese compie 50 anni) c’è la rinascita di un vitigno storico, il Verdese, che era quasi scomparso: “Quest’anno pianteremo 2000 barbatelle di vite, dall’Alto Lago alla Brianza: ci vorranno quattro anni per poter fare i primi brindisi, ci sono forte entusiasmo e ottime aspettative”.
Un territorio che, come detto, punta “a rafforzare il mercato interno, anche se ci sono imprese che già esportano in Europa e nel mondo”. Un altro aspetto del ‘made in Lario’ d’eccellenza che riesce a stupire e affascinare i quattro angoli del pianeta.