OGNISSANTI, A COMO-LECCO SI SPENDERANNO 6,2 MILIONI PER I FIORI, CON UNA MEDIA DI 20 EURO A FAMIGLIA: BOOM DI RECISI, VINCONO I CRISANTEMI
I FLORICOLTORI LARIANI: “LA SPESA ERA MAGGIORE FINO A QUALCHE ANNO FA: OLTRE ALLA CRISI, SIAMO PENALIZZATI DALL’IMPORT DI FIORI DALL’ESTERO, MA SI TRATTA DI PRODOTTI MOLTO DIVERSI DAI NOSTRI”
COMO-LECCO – Oltre 6,2 milioni di euro nelle due province lariane, che salgono 70 milioni considerando l’intera Lombardia. E’ quanto spenderanno i cittadini per portare piante e fiori sulle tombe dei propri cari nei prossimi giorni.
Lo stima la Coldiretti: nelle famiglie lariane, lo stanziamento medio a famiglia sarà di circa 20 euro, dato in linea con la media regionale della Lombardia.
“La maggior parte delle famiglie – spiegano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Como Lecco – sceglie il crisantemo e, a seguire, i ciclamini. Da qualche tempo – rilevano gli operatori del settore – si nota una tendenza verso il fiore reciso, più comodo da usare e da posizionare nei loculi e negli spazi sempre più ristretti dei cimiteri”.
“Se fino a qualche anno fa la spesa era di 30 euro, oggi si investe anche solo la metà. Inoltre l’importazione delle piante dall’estero sta fortemente penalizzando la nostra floricoltura - dice Davide Bonacina, produttore a Mariano Comense – Dobbiamo sforzarci di far capire alla gente la differenza tra un prodotto italiano, coltivato con ogni cura e di alta qualità, e un prodotto straniero che spesso ha caratteristiche diverse e dura anche meno”.
La spesa per i fiori – spiega la Coldiretti Lombardia – si concentra sempre più in determinati periodi dell’anno: Ognissanti, la Festa della mamma e San Valentino. Mentre la primavera e l’estate sono le stagioni delle piantine da orto e delle piante da balcone. “La ricorrenza di Ognissanti – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia – rappresenta un momento importante della nostra tradizione ed è anche un periodo in cui i vivai segnano uno dei maggiori picchi di lavoro di tutto l’anno, nonostante la crisi”.
Rispetto al 2008, il fatturato delle aziende del settore si è ridotto di circa il 40%, con punte anche del 50%. Il florovivaismo lombardo muove un giro d’affari di circa 215 milioni di euro all’anno e con il 10% della produzione vivaistica nazionale, la Lombardia è la seconda regione a livello nazionale, dietro solo alla Toscana (che pesa per il 54% del totale).
A livello regionale, su tutta la filiera del verde, operano circa 5mila imprese che danno lavoro a più di 14mila persone. In Lombardia la superficie dedicata al florovivaismo supera i 6 mila ettari e le province più vocate sono Mantova e Cremona, mentre Como, Lecco, Varese e Monza Brianza hanno puntato su produzioni specializzate. Secondo l’ultimo censimento dell’agricoltura, le superfici florovivaistiche a livello provinciale sono così distribuite: Como 480 ettari, Lecco 337, Varese 322 ettari, Sondrio 12, Milano 324, Bergamo 475, Brescia 843, Pavia 232, Cremona 901, Mantova 1.768, Lodi 104 e Monza Brianza 362.