9 Novembre 2015
Coldiretti Como-Lecco: gli allevatori ‘tengono’ il presidio di Ospedaletto Lodigiano: intanto la ‘guerra del latte’ si estende anche alla grande distribuzione

Coldiretti Como-Lecco: gli allevatori ‘tengono’ il presidio di Ospedaletto Lodigiano: intanto la ‘guerra del latte’ si estende anche alla grande distribuzione

OGGI NEL SITO LOMBARDO DAVANTI AL CENTRO DI DISTRIBUZIONE DELLA LACTALIS E’ STATO PREPARATO DAGLI ALLEVATORI ANCHE IL ‘VERO FORMAGGIO MADE IN ITALY’.
E, DOPO LA TERZA NOTTE ALL’ADDIACCIO, GLI ALLEVATORI LARIANI RESISTONO

COMO-LECCO – Per il terzo giorno sta proseguendo a Ospedaletto Lodigiano (Lodi) il presidio di Coldiretti che impegna dalla notte tra venerdì e sabato gli allevatori di Coldiretti Como-Lecco, lì giunti insieme alle centinaia di produttori di latte da tutta Italia. Con loro Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore della federazione interprovinciale.
“Con la riapertura dei negozi e dei supermercati sale alle stelle la tensione nei pressi dello stabilimento della Lactalis dove i camion per i rifornimenti sono fermi nel piazzale con il continuo afflusso spontaneo di allevatori della Coldiretti da tutte le regioni, che ha reso impossibile l’accesso alle strade limitrofe dove sono parcheggiati un centinaio di trattori”. Nonostante tre notti di presidio all’addiaccio è nella giornata che si prevede la maggiore presenza di allevatori. I produttori di latte hanno anche preparato il vero formaggio made in Italy da far assaggiare ai dirigenti dello stabilimento presidiato della Lactalis che dopo aver conquistato i grandi marchi nazionali Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli è diventata il primo gruppo del settore.
“Fallito il tentativo di far saltare la legge n .138 dell’ 11 aprile del 1974 che ha garantito da oltre 40 anni il primato della produzione lattiero casearia italiana, il latte – rimarcano Trezzi e Renzoni - viene sottopagato a 34 centesimi al litro nonostante i costi di produzione siano in media compresi tra i 38 ed i 41 centesimi al litro in Lombardia secondo lo studio ufficiale realizzato in riferimento alla legge 91 del luglio che impone che il prezzo del latte alla stalla debba commisurarsi ai costi medi di produzione”.
Intanto la “guerra del latte” si allarga e domani raggiungerà anche la grande distribuzione, in tutte le regioni – comprese la Lombardia con Parabiago, dove l’appuntamento è alle ore 9.30 al Carrefour di via Butti - “per fare conoscere ai cittadini i motivi della mobilitazione che sta impegnando decine di migliaia di allevatori per impedire la chiusura delle stalle e gli effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente e sulla qualità dei prodotti”.
Domani, martedì 10 novembre, gli allevatori italiani in tutta Italia porteranno le proprie mucche a rischio di estinzione davanti ai supermercati e ai centri commerciali per fare conoscere, anche ai più piccoli, da dove viene il latte e come si ottengono i formaggi senza polveri o semilavorati industriali. L’ incontro con i consumatori al momento di fare la spesa ha anche l’obiettivo di dare di utili consigli nell’acquisto di prodotti lattiero-caseari per non cadere nell’inganno del falso Made in Italy. Sotto accusa il latte, lo yogurt e i formaggi spacciati come italiani per la mancanza di una normativa chiara in etichetta, ma anche per l’utilizzo di sottoprodotti, dalle cagliate alle caseine, che mettono a rischio la qualità.

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