COLDIRETTI, “ANTICIPARE LA FINE DEL DIVIETO DI SPANDIMENTO REFLUI”: LE VASCHE SONO PIENE PER LA PIOGGIA E I TERRENI VANNO NUTRITI
Anticipare la fine del divieto di spandimento dei reflui per le imprese zootecniche. Lo chiede alla Regione Lombardia la Coldiretti interprovinciale di Como-Lecco precisando che, per la troppa pioggia di questi giorni, “molti allevamenti del territorio lariano hanno… “i liquami alla gola”. Nel vero senso del termine.
E’ uno dei risvolti spiacevoli dell’ultima ondata di maltempo: le troppe piogge impensieriscono gli allevatori di Como e Lecco che, come nel resto della Lombardia (regione ai vertici per la zootecnia d’eccellenza in Italia e in Europa) si ritrovano con le vasche di contenimento piene.
“E’ un problema che riguarda centinaia di allevatori nel comprensorio interprovinciale lariano” premettono Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti. “Senza contare che l’intera Lombardia conta almeno 10.000 realtà alle prese con il medesimo problema legato allo spandimento dei reflui zootecnici: un provvedimento che rappresenta una forte limitazione all’operatività delle nostre imprese che, anche in caso di cessazione della pioggia, si troverebbero di fatto nell’impossibilità di lavorare i terreni aziendali e di prepararli per le colture primaverili. Ci appelliamo agli assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura di Palazzo Lombardia affinchè intercedano nei confronti del ministero per la cancellazione del divieto”.
Un ulteriore paradosso è legato al fatto che, mentre gli spandiconcime restano a motori spenti in azienda agricola, migliaia di ettari di terreno nelle campagne lariane rischiano danni alle colture dei cereali autunno-vernini, che non hanno potuto essere nutriti con il concime naturale dei reflui nonostante le piantine fossero cresciute a causa dell’inverno mite. E adesso quelle stesse piantine rischiano di “annegare” con le radici soffocate dalla troppa pioggia.
Tornano dunque le incognite legate al maltempo, al termine di un’anno certamente da archiviare tra quelli più “bizzarri” in termini di sbalzi termici e stravolgimento del normale corso delle stagioni: “Vero. Già nella scorsa campagna 2013, per colpa di un clima “impazzito” da gennaio all’estate, abbiamo perso una quota considerevole di raccolti: dopo un inizio d’inverno mite, febbraio ci aveva stroncati con pioggia, acqua e freddo proseguiti fino ad aprile.
Le ultime settimane con temperature quasi primaverili hanno già portato numerosi alberi a mettere le gemme. Se la temperatura dovesse scendere calare all’improvviso nei prossimi giorni, o se la pioggia dovesse preludere ad un ritorno di neve e gelate, il ciclo delle piante sarebbe bruscamente interrotto. E addio frutta.”