23 Agosto 2012
SICCITA’ SITUAZIONE DRAMMATICA PER L’AGRICOLTURA DI COMO E LECCO

SICCITA’ SITUAZIONE DRAMMATICA PER L’AGRICOLTURA DI COMO E LECCO
“Il mais? Molti hanno raccolto quello che c’è: poco e di scarsa qualità, con perdite di resa anche del 50%. Irrigarlo era diventato impossibile. Altrove, addirittura, è bruciato nei campi, arso da una siccità che davvero non ha precedenti sul territorio. Pioverà nel fine settimana, dicono le previsioni. Speriamo che almeno serva a salvare il salvabile”.
E’ demoralizzato e preoccupato il presidente  della Coldiretti di Como-Lecco Fortunato Trezzi: tocca a lui tracciare il primo bilancio di metà settimana dopo la sferzata dell’anticiclone “Lucifero” sulle campagne comasche e lecchesi: “Un’autentica mazzata che arriva dopo un’estate già di per sé eccezionale: anche la nostra “terra dei laghi” non si è salvata dalla siccità che ha colpito tutto il Paese, con danni esponenziali per le colture agricole”.

Sono ormai moltissime le aziende nelle province di Como e Lecco interessate dalla crisi: tutte coltivano mais “a secco”, ovvero senza l’ausilio di sistemi e canali di irrigazione.

“Una situazione drammatica non solo nei campi” aggiunge il direttore Francesco Renzoni, riferendosi ai danni ribaltatisi a catena sulla filiera zootecnica: “Il caldo sta pesantemente condizionando la produzione di latte, con perdite dal 15% al 20% dovuti all’inappetenza e allo stress delle vacche.
In più, le gravi perdite del raccolto cerealicolo in campo si ripercuotono sulle stalle: l’impossibilità di contare su raccolti propri obbliga infatti gli imprenditori ad approvvigionarsi esternamente, con prezzi schizzati alle stelle per quanto riguarda mangimi e farine, in particolare a base di soia”.

“Siamo in attesa della perturbazione che dovrebbe arrivare nel fine settimana – ribadiscono  il presidente e il direttore – con la speranza che possano essere salvate almeno le colture che ancora resistono: in alcune zone delle due province, risulterebbe utile anche l’apertura degli invasi montani che Coldiretti Lombardia ha auspicato di concerto con Legambiente”.

Coldiretti Como-Lecco fa dunque proprio e ribadisce l’appello lanciato a livello regionale, di concerto con Legambiente, a “liberare l’acqua dai bacini di montagna”, sottolineando la necessità di “ripensare e riprogrammare anche il sistema irriguo del territorio interprovinciale”.

Nel momento più critico di una siccità destinata a lasciare il segno – hanno infatti denunciato Coldiretti Lombardia e Legambiente - oltre 260 milioni di metri cubi d'acqua sono stoccati negli invasi idroelettrici del solo bacino dell'Adda (Valtellina e Valchiavenna, una parte anche in territorio svizzero).
“Si tratta di un volume enorme, quasi dodici volte superiore alla riserva stoccata dall'intero lago di Como, che ha ormai trattiene solo 23 milioni di metri cubi sopra il livello della traversa di Malgrate” come hanno sottolineato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia e Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. "Chiediamo nuove regole per la gestione della risorsa idroelettrica lombarda  - aggiungono– non è giusto avere campi riarsi e fiumi a secco mentre i gestori dei forzieri idroelettrici tengono chiusi i rubinetti, aspettando il momento in cui la vendita di corrente elettrica permette di massimizzare i profitti".

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